Sextoys per le donne: il vibratore vaginale

Come usare un vibratore e che cos’è questo sconosciuto

La liberalizzazione dei tabù sessuali, ha portato nelle camere da letto degli italiani tutta una serie di oggetti erotici. Essi hanno il compito di amplificare a dismisura il piacere corporale durante i rapporti, o ancor meglio durante quell’ autoerotismo, che anche tra le donne, è ormai sdoganato nella concezione comune. Uno di questi, forse il più usato in assoluto, è il vibratore vaginale.

Storia del vibratore vaginale

Da strumento medico, a oggetto di piacere.

Come usare un VibratorePochi sono nel mondo gli oggetti diventati quotidiani, che hanno avuto un esordio in un campo totalmente diverso da quello dove sono attualmente usati. Il vibratore è uno di questo. Lo strumento vide la luce “nell’ ambito medicamentoso”, per opera di un dottore francese nel tardo 700. Esso era usato unitamente ad una macchina a vapore, per curare alcune forme di “isteria” femminile, all’epoca si pensava infatti che i problemi nervosi legati ad una mancanza di attività sessuale, fossero riconducibili solamente a problematiche “nervose”. E in quest’ambiente che un intraprendente medico, inserì nelle terapie quella che in seguito fu conosciuta come “masturbazione a scopo terapeutico”. Piano piano, il sexy toys si introdusse nelle nobili famiglie vittoriane, il passo successivo fu il riconoscimento del suo ruolo nella sessualità femminile. Il vibratore vaginale assunse il vero valore negli anni del femminismo, era il periodo in cui le donne volevano fare a meno del maschio, ma allo stesso tempo cercavano uno strumento che potesse donare loro piacere corporale. Ai nostri tempi il vibratore è ormai sdoganato, e il suo utilizzo non incute più nessun “timore”.

Il vibratore vaginale

L’unico, l’inimitabile e il più usato.

Il vibratore vaginale non è altro che uno strumento a forma fallica, dotato di un piccolo meccanismo vibrante, che solitamente è alimentato a batterie. La sua forma e la sua grandezza possono essere variabili, e questo lo rende altamente “personalizzabile”. La sua scelta, il suo acquisto e il suo successivo uso è demandato al piacere che riesce a trasmettere alla donna, e che può essere diverso da persona a persona. Il materiale di costruzione solitamente è il silicone o il jelly, non sono rari casi in cui il vibratore è realizzato in acciaio o finanche in materiale prezioso. Il movimento è assicurato da un piccolo motorino interno che agisce su alcune biglie, esse sono calibrate attentamente perché la vibrazione sia costante, e possa portare un piacere fluido e persistente. La velocità di vibrazione è regolabile, di solito essa è comandata tramite una rotellina posta alla base dell’oggetto.

Dove comprare un vibratore

Acquisito veloce, per un utilizzo godurioso

L’utilizzo del vibratore vaginale è intuitivo, esso va inserito in vagina e utilizzato per stimolare le pareti interne della vulva femminile. Le vibrazioni non fanno altro che amplificare il piacere che deriva dal classico “movimento di va e vieni”, simile a quello che è eseguito durante la normale penetrazione. Ultimamente sul mercato sono apparsi vibratori impermeabili, questo allo scopo di permetterne l’uso anche durante la normale igiene quotidiana. Questo “oggetto erotico” può essere utilizzato anche nei preliminari del normale rapporto sessuale, non sono rari i casi che quando il vibratore è utilizzato all’ interno di rapporti etero, esso sia “manovrato” dal maschio della coppia. Per quanto concerne l’acquisto, il vibratore vaginale può essere comperato sia nei negozi fisici che si occupano di articoli e coadiuvanti sessuali, sia online nei “sexy shop” virtuali. Il suo costo varia da poche decine fino a qualche centinaio di euro, tutto dipende dalla qualità e dalle caratteristiche del giocattolo.

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