Una prima volta indimenticabile con Marco

Mentre osservava il suo membro che stava lentamente tornando alla normalità, Marco mi chiese scusa. Mi disse che avrebbe voluto farmi godere ancora e che avrebbe voluto entrare nella mia passera prima di venire all’improvviso, come un ragazzino alle prese con le prime esperienze.

Mi confessò che per lui, quella, sarebbe stata la prima volta: fino a quel momento la sua unica esperienza era quella di masturbarsi con i video amatoriali italiani con donne formose trovati su figablog.com, esattamente come ero io. E che spesso aveva desiderato di penetrarmi.

la prima voltaMentre me ne parlava, continuava a massaggiare la mia passera che ormai era praticamente fradicia. Allargai di più le gambe, mi tolsi la maglietta scoprendo ancora una volta il mio seno, tolsi anche il reggiseno ed infine levai anche leggins e slip, rimanendo completamente nuda.

Poi, lo feci sedere sul divano di fronte, allargai le gambe ed iniziai a masturbarmi: certo, anche io non avevo una grande esperienza, ma con me stessa ci sapevo fare, e tra un gemito e l’altro, riuscii a venire in pochissimo tempo mentre con un dito esploravo la mia vagina e con l’altro titillavo il clitoride.

Quell’orgasmo lo fece eccitare di nuovo. Seduto, con i pantaloni abbassati ed il pene che svettava nuovamente dagli slip, Marco mi chiese se poteva ripulire tutto ciò che stava uscendo dalla mia passera fradicia. Si alzo, si tolse pantaloni e mutande, si inginocchiò davanti a me ed iniziò a leccare il nettare che usciva dalla mia vagina ancora eccitata.

Non aveva molta esperienza ma sicuramente era un ragazzo che ci sapeva fare, perché bastò poco per farmi venire di nuovo, mentre mi contorcevo tra un gemito e l’altro percependo tutta la potenza della sua calda e vogliosa lingua.

Avevo notato che mentre mi succhiava il clitoride si stava masturbando. Andava su e giù sempre più velocemente, forse perché anche lui voleva ben presto godere, ma io lo fermai. Era arrivato il mio turno: presi il suo pene svettante, lo infilai in bocca fino a dove riuscivo, e avidamente succhiai la sua cappella, cercando di frizionare la pelle per farlo venire con potenza.

Andavo su e giù, avendo ben cura di tenere la cappella coperta perché potesse sentire sempre di più l’orgasmo arrivare… Ed in poco tempo, gettò un urlo, gemendo ed ansimando con foga, mentre mi penetrava la bocca riempendola di caldo sperma.

Quell’orgasmo mi fece eccitare di nuovo, facendomi venire voglia di essere penetrata a lungo e con la stessa passione…

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