Il cameriere stagionale

Avevo ereditato un ristorante dal mio povero zio che appena sei mesi fa ci aveva lasciato a causa di una brutta malattia. A ridosso della stagione estiva mi accingevo ad incrementare la squadra dei miei camerieri che dovevano servire a coprire le necessità dovute all’aumentare dei clienti che la bella stagione avrebbe portato.

Tra essi, avevo messo sotto contratto anche un ragazzino di appena diciott’anni, che voleva mettere qualche soldo da parte rinunciando agli svaghi estivi. Jonathan – questo era il suo nome – era il più veloce della squadra, era anche molto gentile con la clientela e spesso si faceva apprezzare anche per il bel fisico dalle clienti del gentil sesso.

cameriere stagionaleIo ormai ero sulla soglia dei cinquant’anni  ma continuavo ad apprezzare gli uomini di qualunque età, ma soprattutto quelli giovani e prestanti come Jonathan. Lo guardavo con la severità della datrice di lavoro, ma allo stesso tempo con gli occhi di chi sa apprezzare gli uomini per la loro virilità che lui, nonostante la sua giovane ed immatura età,  sapeva mettere in risalto.

Una notte, dopo la chiusura del mio locale, gli proposi di fermarsi a bere un drink con me, lui mi disse che era molto contento di accettare il mio invito, anche perché non abitava più con la sua famiglia per cui sarebbe potuto rimanere a dormire anche lì con me, se avessi voluto.

Parlammo un po’ seduti, lui senza alcuna vergogna mi disse che alla sua età ancora non aveva fatto sesso con nessuna donna. Intanto notavo che aveva lo sguardo fisso sul mio seno e che la mia voglia di sverginarlo era tanta, per cui sicura del fatto mio, appoggiai le mie grandi bocce sul suo viso quasi a soffocarlo.

Emozionato cercò di nascondere la sua asta che cresceva, ma io spostando la sua mano sulla mia passera lo invitai a spogliarmi e ad apprezzare il mio corpo come avesse voluto.

Mi spogliò e palpò ogni parte di me mentre io presi in bocca il suo giovane membro facendolo venire quasi subito nella mia cavità orale, gustando il suo salato sapore acerbo.

La sua asta rimase dura come prima e fu subito pronto per godere ancora, per cui lo invitai ad entrare nella mia calda vagina e a farmi godere con il suo possente attrezzo.

Andò su e giù con foga, penetrandomi ardentemente e riuscendo a farmi godere come fosse un uomo di esperienza. Inondò di sperma la mia cavità facendomi avere un orgasmo infinito che mi fece sentire apprezzata come una giovane donna.

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